Fondazione UniversiCà

Con lo sguardo al futuro… imparando dalla tradizione

Basilisco e creature fantastiche della Val Vigezzo

Illustrazione raffigurante un basilisco

Illustrazione raffigurante un basilisco

Nell’immaginario popolare della montagna ossolana, il “bestiario” è particolarmente affollato. Animali fantastici, draghi, esseri misteriosi, entità più o meno spaventevoli, gnomi, folletti caratterizzano le leggende di ogni valle. Non fa eccezione la Valle Vigezzo, dove il Basilisco è assurto quasi come simbolo del territorio stesso.

Il Basilisco, o Bazalesk in lingua locale, è una sorta di piccolo drago che porta una corona regale in testa ed è dotato di zampette molto corte. Nei racconti tradizionali si dice che incontrare il suo sguardo possa provocare stanchezza, far cadere le persone in uno stato di deliquio. Questa creatura immaginaria rappresentava il demonio e infatti veniva portata nelle tre processioni rogazionali: il primo giorno con la coda alzata, in segno di superbia, gli altri con la coda abbassata, in segno di sottomissione al volere di Dio. Nelle vallate walser ossolane il Basilisco non aveva invece una valenza negativa, poiché puniva i comportamenti contro natura e, soprattutto, proteggeva dagli stranieri.

Altri animali fantastici in qualche modo affini al basilisco sono il Galett, una vipera crestata che provocava sonnolenza, un serpente con la cresta rossa e quattro ali che ritroviamo in Vigezzo, il Serpent dai Ügiai e i vari Serpent de la Cresta di Folsogno e delle pendici del Gridun, il monte Gridone.

Un’altra tipologia particolarmente diffusa – e di cui ancora oggi si registrano avvistamenti  persino nelle cronache dei giornali locali – è il “Serpente Gatto”.

Volume del 1791, scritto da Luigi Bossi, sui basilischi e altre creature fantastiche

Volume del 1791, scritto da Luigi Bossi, sui basilischi e altre creature fantastiche

La sua caratteristica peculiare, come rivela il suo nome, è quella di avere una testa simile a quella di un felino e il corpo coperto di peli. Ha il potere di ipnotizzare le sue vittime, come il Basilisco, e di richiamare a sè tutti i serpenti. Probabilmente ci troviamo di fronte ad un particolare trasferimento leggendario: il Serpent Gatt presenta poteri molto simili a quelli del Basilisco, addirittura la stessa funzione di re dei serpenti e lo stesso veleno mortale, ma ha fisionomia diversa seppur con alcune permanenze. Secondo la leggenda popolare il Basilisco avrebbe origine dall’uovo di un gallo vecchio senza guscio che, per svilupparsi, avrebbe bisogno del calore di letame (“copioso e fumante”)

Questa descrizione viene attribuita al naturalista napoletano Ferrante Imperato  a fine ‘500. Due secoli dopo il dottor Luigi Bossi, dottor collegiato e canonico ordinario della Metropolitana di Milano, socio della Reale Accademia di scienze e belle Lettere di Mantova, relega l’animale completamente nel mondo della superstizione, sebbene ancora oggi c’è chi giura in Val Vigezzo di aver visto questa creatura fantastica.

 

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