Fondazione UniversiCà

Con lo sguardo al futuro… imparando dalla tradizione

Nomignoli dei paesi della Val Vigezzo

(tratto da Usi, Costumi e Tradizioni Popolari della Valle Vigezzo, Domodossola1913)

L’interpretazione dei soprannomi dei paesi vigezzini è affatto personale, e lascia intatte le particolari interpretazioni, esagerate o burlesche, che in questo saggio si è creduto conveniente non ricordare.

Contributo audio “Soprannomi della Valle”

Santa Maria Maggiore, il paese dei "ginevritt"

Santa Maria Maggiore, il paese dei “ginevritt”

ALBOGNO Tijui- Tambarlain. Il primo nomignolo fu loro accollato per la posizione magnifica del paesello, a 1020 metri sul mare, in una profumata cornice di pino selvatico, detto tijui. Tambarlain invece è la imitazione maliziosa del suono delle vecchie campane. Ora però Albogno ha un bel concertino di cinque campane.

BUTTOGNO Cendràtt- Chinciui. Buttogno, in passato, fu indubbiamente per censo uno dei più ricchi comuni vigezzini. Questo favorì un pochino d’indolenza epperciò il nome cendratt, adoratori del focolare. Il secondo è di origine oscura, e probabilmente è dovuto alla loro robusta costituzione fisica di alpigiani, che, in addietro, passavano la maggior parte dell’anno sui monti.

COIMO Fauscitt. Gli abitanti di Coimo, che coltivano discretamente la vite, portavano, di solito, un falcetto per la potatura. In qualche circostanza, può darsi che il falcetto, fauscin, l’abbiano usato nelle loro piccole questioni vicinali… e forestiere; di qui il nomignolo.

CRANA Scréss.  Le non poche lamentele e questioni sorte in passato tra il comune di Crana e quelli di Buttogno, Albogno, Druogno, Masera e Montecrestese per la proprietà e il possesso degli alpi comunali, diede forse origine al soprannome.

CRAVEGGIA  Ghètt.  Questioni futili  di campanile e di vicinanza coi finitimi Vocognesi diedero sempre luogo a non poche baruffe, da cui il proverbio: i van d’acordi cumè rét e ghètt; colla differenza che i craveggesi più avveduti lasciavan fare e all’uopo…graffiavano!

DISSIMO  Piöcc. Il carattere calmo, positivo del popolo di Dissimo, posato come la nuda vetta del Gridone, che s’erge severa dirimpetto, diede luogo al soprannome. Del resto non è che l’applicazione del proverbio lènt cumè in piöcc. 

DRUOGNO  Filosuf- Balastritt.  L’indole prudente, calcolatrice dei Druognesi fu la cagione del soprannome. Del resto sono chiamati filosuf anche gli abitanti delle frazioni formanti il comune di Druogno. Balastritt, invece, sono soltanto quelli del centro, così chiamati per la loro tendenza all’uccellazione con trappole speciali dette balastritt.

FINERO  Frignui. I ragazzetti d’ambo i sessi in Vigezzo  vengono chiamati rispettivamente frign, frignett, frignin, quando sono capricciosi, bisbetici e strillano e piangono per un nonnulla. Di qui, forse, il nome collettivo di frignui da Finar. Altri dice che frignui è sinonimo di piagnucoloni.

"Ghètt": il soprannome degli abitanti di Craveggia

“Ghètt”: il soprannome degli abitanti di Craveggia

FOLSOGNO Fèus. Questo nomignolo fu loro appioppato da quei di Dissimo per fatto che un tal Brajun dal Chiciun, di Folsogno, come narra la tradizione, aveva giurato il falso, usurpando così a Dissimo un tratto di territori oltre il ponte dei Mulini, sulla sponda sinistra del Rio della Valle degli Orti.

GAGNONE Barézz. Che suonerebbe sgobboni, dimostra un popolo di forti lavoratori, qualità necessaria a tutte le popolazioni alpine.

LONDRAGO Bocciamadòn. Si vuole che il feritore della Madonna di Re, certo Giovanni Zuccone, abitasse a Londrago, frazione orientale del comune di Villette: di qui il soprannome.

MALESCO Tapiöi. La vastità e fertilità del territorio di Malesco, dovea certo ripercotersi nei paesi confinanti con abusi di pascolo, che i Maleschesi sapean reprimere colla vigilanza dei loro campari e con buone multe. Il nomignolo è evidente: il tafano bovino, dialetto tapiòla, tapiolle, si trova sui pascoli ovunque siano animali per suggerne il sangue.

OLGIA Chèn. I buoni rapporti di vicinanza eran spesso rotti tra Olgia e Dissimo sul tema delle rispettive campane. All’invito scherzoso di Olgia: Nin, nin, ninanin al Mùund (alpe di Dissimo)Imitando il suono delle vecchie campane, rispondeva Dissimo alla stessa guisa:  I…ch’…èen / Nèn…a nèn…nènanèn / A…Ca…viààn…! (Alpe di Olgia)

ORCESCO  Ghètt. Nei frequenti litigi coi fanciulli delle frazioni limitrofe, i fanciulli di Orcesco si mostrano sempre dotati di ottime qualità graffiatorie. Altri invece, vuole che il nomignolo si debba al fatto che i buoni abitanti di Orcesco, privi di sole nella stagione invernale, si portavano nelle vicinanze di Druogno e Sasseglio, ascoltando beatamente seduti sui frequenti muriccioli il tepore dei raggi solari… cumèi ghétt a la primaveira. 

PRESTINONE  Barnécc. Il suono poco armonioso delle piccole campane di Prestinone, fu paragonato a quello prodotto da alcune palette da fuoco, in dialetto chiamate barnécc: di qui il soprannome.

RE  Ghètt- Tirlui.  Sono chiamati ghètt da quei di Folsogno nelle contese campanilistiche fra i due comuni formanti una sol parrocchia. Furon battezzati col secondo termine dalla popolazione della valle superiore, per la indifferenza che mostrano in occasione di processioni, ecc. al loro Santuario. Colla frase: tirlui d’angi si vogliono comprendere tutti i paesi di téer da bàs, Villette, Re, Folsogno, Dissimo, Olgia.

SAGROGNO   Salvédi. Così chiamati per le loro qualità primitive non trascurabili, dovute forse alla segregazione in cui si trova la piccola terra e alla loro poca coesione cogli abitanti delle altre frazioni.

S.MARIA  Ginevritt- Pituchitt. Ginevritt, non dal fatto che alcuni di S.Maria emigrarono a Ginevra, dove, colla loro industria e costanza, accumularono vistosa fortuna, ma per i suoi abitanti che si distinsero, in passato, per un certo modo di vestito diverso da quello degli altri paesi della valle. Il secondo nomignolo è dovuto alla povertà di boschi e pascoli comunali che, soprattutto nei secoli passati, era il segno meno discutibile della prosperità di un paese.

"Tirlui" è il nomignolo degli abitanti di Re

“Tirlui” è il nomignolo degli abitanti di Re

SASSEGLIO Làpul. Lo spigliato soprannome rivela il senso pratico degli abitanti di Sasseglio, che nella stagione invernale fanno tesoro dei raggi solari inducendoli in proporzione della superficie epale, cioè… personale, assisi sui muricciuoli, che fiancheggiano l’antica strada ossolana. Il nomignolo è fondato sul proverbio: U stau  sul cumè na lapla.

TOCENO  Bràgn- Branoli. Il nomignolo ebbe origine da una campana fessa dell’antico concerto, chiamata Brana, onde / Pan e vin, bun, bun !/ Bràn, Bràan, Brà…àan…!

VILLETTE Sbugéi-Chiséi-Passéi. Dal verbo dialettale lombardo sbüsà, bucare; si formò poi il participio passato dialettale vigezzino, sbugèi, con cui si allude all’attentato all’affresco della Madonna di Re, compiuto da un villettese. – L’ubicazione di Villette, cinta a nord e a ovest da ricchi boschi di pino silvestre, che favoriscono la vita a numerosi scoiattoli, cüüs, e nel dialetto di Malesco chisèi, fu la cagione del secondo soprannome. – Una specialità agricola di Villette sono le rape autunnali, rav, passéi e passèi, burdugn, da cui l’appellativo.

VOCOGNO Rétt. I Vocognesi divisi da Craveggia per lo scosceso vallone del Rio di Vocogno, furon sempre in armi coi vicini e all’occasione, pur lasciando qualche volta il codino, non risparmiarono di molestarli.

ZORNASCO  Arvinéi-Burléi. Le periodiche frane, arvin, prodotte dal torrente Isornino, e più ancora dal Melezzo, che lambisce a sud le vicinanze del paese, spiegano chiaramente il nomignolo.

 

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